Gruppo di lavoro
Raggruppamento temporaneo di professionisti:
Coordinamento progettuale e Integrazione delle Prestazioni Specialistiche: prof. Arch. Giuseppe Cristinelli, Arch. Giordano-Bruno Cristinelli; Progettazione architettonica ed edilizia: prof. Arch. Giuseppe Cristinelli (responsabile), Arch. Giordano-Bruno Cristinelli e Arch. Dario Maso; Progettazione Impiantistica, Antincendio, Acustica ed Energetica: Ing. Roberto Taddia, Ing. Giulio Gentilli; Indagini sui materiali storicizzati e sulle superfici decorate: Rest. Francesco Geminiani; Valutazione della vulnerabilità sismica e la progettazione strutturale: Ing. Giampaolo Guaran, Ing. Giulio Gentilli; Coordinatore della Sicurezza in fase di Progettazione: Ing. Giulio Gentilli; dott.ssa geol. Claudia Beatrice Mosangini per quanto concerne la geologia del sito.

Descrizione e riferimenti storici
Villa Manin, a Passariano di Codroipo (UD), fu costruita tra il XVII e il XVIII secolo da importanti architetti come Giuseppe Benoni, Domenico Rossi, Giovanni Ziborghi e Giorgio Massari. Nata come residenza rurale della famiglia Manin, si trasformò progressivamente in un complesso monumentale di grande rilievo culturale. Si estende su circa 8500 mq, con un parco di 18 ettari, ed il complesso annovera il corpo principale, una cappella nobiliare, le barchesse, le piazze Quadra e Tonda, le esedre, le foresterie, la Torre di Levante ed un giardino all’italiana.

La posizione, lungo lo “Stradone Manin” e tra i fiumi Stella e Tagliamento, la rese un punto strategico. Il cantiere, avviato da Ludovico I Manin con progetto di Benoni, durò circa un secolo. Rossi progettò le due piazze, mentre Massari completò l’opera con un belvedere monumentale. Il complesso è arricchito da statue nei cortili e da un importante apparato decorativo settecentesco come ad esempio gli affreschi di Ludovico Dorigny, Jacopo Amigoni e Pietro Oretti, i dipinti di Francesco Fontebasso e le sculture di Torretti.

La sala orientale, decorata da Dorigny, presenta nel soffitto il Trionfo della Primavera e quattro ovali allegorici, mentre le pareti illustrano scene mitologiche su fondo dorato. Lo stile, vivace e illusionistico, riflette appieno il gusto barocco dell’epoca.

Il restauro ha riguardato l’Esedra e la Torre di Levante ed altri edifici minori, che assieme all’Esedra di Ponente incorniciano la Piazza Tonda. Il progetto è mirato ad una riconversione museale preservando, tuttavia, le caratteristiche spaziali e distributive originarie. Nonostante le scarse fonti storiche e le modifiche novecentesche, l’intervento ha valorizzato l’autenticità del complesso, integrando le nuove funzioni in armonia con il suo valore storico ed architettonico.

Prestazioni svolte
Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva; coordinamento delle prestazioni specialistiche, direzione dei lavori per le opere edilizie e di restauro architettonico.

Il progetto
L’intervento di restauro prevede una riorganizzazione funzionale dell’Esedra e della Torre di Levante nonché dell’edificio annesso, con una chiara definizione delle destinazioni d’uso e dei percorsi interni, finalizzata alla valorizzazione dell’impianto museale.

Al piano terra, l’Esedra ospiterà nove sale espositive. L’accesso principale resta alla base della Torre, ora collegata direttamente alla cellula meridionale dell’Esedra (atrio secondario) tramite un nuovo varco ed una rampa che supera il dislivello di 15 cm. Il locale nord sarà destinato a deposito opere, mentre l’edificio annesso accoglierà spogliatoi e servizi per il personale, oltre ad un bagno pubblico in testata sud. I vani scala centrale e meridionale ospiteranno impianti per il trattamento dell’aria.

Al primo piano dell’Esedra sono previste sette sale espositive con distribuzione coerente con quanto previsto per il piano sottostante. La Torre avrà funzione di collegamento verticale verso il secondo piano, in cui inizia la mostra. I servizi igienici per il pubblico saranno in testata nord e sud, con impianti localizzati in prossimità dei vani scala. Il primo piano dell’edificio annesso ospiterà la Control Room, dotata di bagno riservato.

Il secondo piano sarà in parte espositivo, in parte dedicato a funzioni accessorie (punto ristoro, audio-guide, armadietti), con elementi leggeri ed amovibili, nel rispetto della spazialità aperta e delle arcate a sesto ribassato. Servizi e locali tecnici saranno concentrati nelle testate nord e sud. È previsto un nuovo collegamento Torre–Esedra attraverso un varco aperto nel locale meridionale, ex incubatoio per bachi da seta, con raccordo tramite tre gradini.

Il percorso espositivo si articola su tre livelli: ingresso dalla Torre, visita al secondo piano (sud-nord), poi discesa al primo (nord-sud) e al piano terra (sud-nord), con conclusione nell’estremo nord dell’Esedra. Da qui è previsto il ritorno al secondo piano (nord-sud) per accedere ai servizi, prima dell’uscita presso la scala sud. Solo le scale di testata saranno percorse dal pubblico; quella centrale è riservata come via d’esodo.

La Torre sarà integralmente coinvolta nella funzione museale come asse di connessione verticale. Prima dell’apertura del nuovo varco al secondo piano, è prevista una verifica stratigrafica, sebbene le indagini condotte abbiano rilevato solo tracce decorative prive di valore ostativo.

Elaborati progettuali
La documentazione di progetto comprende: la relazione tecnica di variante, gli elaborati autorizzati in scala 1:100 (piante, prospetti e sezioni) e il progetto di variante in scala 1:50, suddiviso in moduli per ciascun piano, con approfondimenti su prospetti, sezioni e copertura, incluse quelle della Torre.

Inoltre, sono presenti le tavole comparative tra variante, progetto autorizzato e stato di fatto, oltre a dettagli costruttivi riguardanti serramenti, scale, solai, sistemi espositivi.

Il restauro specialistico relativo alla Torre di Levante è documentato con relazioni tecniche, rilievi fotografici, interventi su superfici interne ed esterne e computo metrico. Chiudono la raccolta, gli elaborati tecnici relativi all’edificio nelle sue diverse fasi progettuali.